Vado all’Upim a comprare un reggiseno. Le indicazioni che ho sono che l’oggetto deve essere 1) bianco 2) di taglia seconda. (non è per me, eh: io al limite porterei una prima. Credo. Non ho mai provato, perché sicuro che se dovessi mai fare una prova mi viene un infarto e muoio col reggiseno e tutti a dire eccolo lì! Un altro! Ah ma io l’avevo detto!)
Mi aggiro per l’Upim cercando l’intimo donna. Non lo trovo. Chiedo ad una signorina blu, che mi guarda come se fossi un pervertito. Le chiedo assistenza e questa, sollecita, mi da una serie di opzioni NON previste quali ferrettononferretto, pizzononpizzo, imbottinonimbottito.
No. Io cerco solo un reggisenobiancotagliaseconda.
Faticosamente scelgo una roba semplice (marca Lov@ble).
Insomma, sto alla cassa e questa mi insegue con un altro reggiseno in mano e parla avanzando l’inquietante concetto di “coppa”.
Non capisco, pago e scappo.







