"incidetele a lettere di scatola, miei lettori testamentari (e parlo ai miei scolari, gli ipocriti miei figli, i filoproletari che tanto mi assomigliano, innumerevoli, ormai, come i grani di sabbia del vacuo mio deserto), queste parole mie, sopra la tomba mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: (come io lo intingo, adesso, tra gli eccessivi ascessi delle algide mie gengive): me la sono goduta, io, la mia vita:"
Edoardo Sanguineti
Che non sarebbe male, no, poterlo dire a fine corsa. Nel senso che che il senso della vita non esiste e l'uomo fa fatica ad accettarlo e quindi si inventa Dei, Karma, Olimpi e Vite Eterne, ma che se poi insomma questa cosa, la casualità della vita, l'accetti e preferisci non raccontarti palle, allora, alla fine, una delle cose carine è poter dire che la vita non l'hai sprecata, che l'hai utilizzata, insomma.
Quando non prendo il caffè la mattina ho sempre pensieri profondi.







