Allora, Diary di Chuck Palahniuk non è bello come gli altri; di nuovo, appartiene a quella categoria di libri che leggi per amore dello scrittore più che del libro in sé. L’idea di fondo è strana e bella – non ne parlo per non fare spoiler – ma uno, è sbagliata, due, non regge tutto il romanzo.
Carnival Love di Katherine Dunn, mi piace molto, anche se non l’ho ancora finito perché ne leggo poche pagine una tantum; libro pazzesco che può risultare fastidioso per alcuni. Bellissime le pagine sul culto degli Arturiani che spiega i meccanismi psicologici di chi Crede ai Sapienti.
La Certosa di Parma di Stendhal; sono decenni che tento di leggerlo e non ci riesco. Il libro è lì, mi guarda spocchioso. Non desisto, anche “Il gioco delle perle di vetro” di Hermann Hesse l’ho finito dopo 3 o 4 tentativi (è vero che mi ricordo pochissimo, però sono sicuro di averlo finito).
In alto a sinistra di Erri de Luca: bellissimi racconti. Una parola che scorre fluida e densa, molto densa. Chiare e nette le frasi sui rapporti fra uomini e donne, anche se le conversazioni sono assolutamente improbabili.
Stamattina alle sei e venti, rigirandomi nel letto tra vari pensieri, mi sono ricordato di aver appena sognato di giocare con le macchinine assieme alla regina Elisabetta. Ci divertivamo, ma io ero un po' inibito.







